Qual e' il ruolo della fortuna nella nostra vita? In seguito alla visione di Match Point ho iniziato a rimuginare su questo argomento, su quello che il film voleva dirmi al riguardo, su quello che ne penso io.
Credo che il film volesse dirmi: diffida di chi punta la propria vita sulla buona sorte, sulla ricerca di essa, sul suo sfruttamento nel momento opportuno. Queste persone potranno anche ottenere dei successi, ma se non cercano nulla piu' di questo ne faranno cattivo uso, e non riusciranno in ogni modo a ottenere la felicita'.
Che ne penso io? Non mi ero mai interrogato sull'argomento, non consciamente almeno. Se me lo chiedo ora, credo che la buona sorte sia un'ottima amica e compagna di viaggio. Credo che grazie alla fortuna si possano raggiungere obiettivi altrimenti inarrivabili. Credo che sia necessario essere pronti all'arrivo della fortuna, saperla sftruttare, averne sentito la mancanza per saperla apprezzare e riconoscere. Credo di riconoscermi in larga parte nel messaggio del film.
Sempre che il messaggio fosse davvero questo :)
Fabio
postato da: kuri alle ore 00:32 | Permalink | commenti (3)
categoria:pensieri, riflessioni, cinema, film, matchpoint
categoria:pensieri, riflessioni, cinema, film, matchpoint


A qualche giorno di conclusione dal Future Film Festival pubblico un ultima recensione di uno dei film presenti alla rassegna, l'attesissimo "Mind Game"; attesissimo al festival, dove anche lunghe file al freddo sono state, ad un primo tentativo, inutili, per garantire l'ingresso in sala.
Giappone, epoca di restaurazione Meiji; il paese sta cambiando, e non c'e' scelta, o cambiare con lui o perire. Il giovane Nitaro perde la vista per colpa di una grave febbre che lo colpisce, e non può fare altro che dedicarsi alla musica; non essendo di nobili origini non potra' pero' diventare un monaco, e dovra' diventare un artista itinerante. La storia e' in effetti un po' triste, costellata di tragedie ma anche di successi personali. Nitaro riuscira', impegnandosi con tutte le sue forze, a raggiungere obiettivi che sembravano lontanissimi.
