mercoledì, 25 gennaio 2006
mind gameA qualche giorno di conclusione dal Future Film Festival pubblico un ultima recensione di uno dei film presenti alla rassegna, l'attesissimo "Mind Game"; attesissimo al festival, dove anche lunghe file al freddo sono state, ad un primo tentativo, inutili, per garantire l'ingresso in sala.

Il film è un susseguirsi di sensazioni, sentimenti, stati d'animo, ma soprattutto una libera associazione delle infinite scelte e casualità che ci accompagnano nella vita. L'insicurezza di Nishi, la paura e l'incapacità, la mancanza di fiducia in se stessi, rendono i protagonisti impossibilitati e vivere la vita che vorrebbero, e a rimanere rinchiusi nelle barriere che loro stessi si costruiscono. E' solo attraverso una situazione surreale, il ritorno dalla morte, un lungo soggiorno nella pancia di una balena, che gli eroi, perchè è questo che diventano, imparano ad apprezzare se stessi e quello che hanno da offrire agli altri.

Non è però un passo sufficiente, la vita nella pancia della balena è piacevole e sicura, non li mette in situazioni imbarazzanti, però non è abbastanza. Il cambiamento continua, e quando la semplice, vita tranquilla, non basta più, i protagonisti si adoperano con tutte le loro forze per riuscire ad ottenere quello che hanno sempre avuto, la possibilità di vivere la loro vita.

E' una corsa disperata, una corsa in cui il desiderio di riuscire è tanto forte da far sì che non ci si fermi davanti a niente, in cui la ritrovata forza d'animo è spesa fino all'ultima goccia, in cui lo stesso spettatore si trova via via catapultato nella loro stessa situazione, in cui spera insieme a loro, in cui riesce ad arrivare oltre il limite insieme a loro. Belle e innovative anche le trovate tecniche e grafiche, azzeccate le musiche.

Fabio
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categoria:cinema, film, festival, fff , mindgame
lunedì, 23 gennaio 2006
nyocker

Questo film ungherese mi ha colpito; anzitutto dal punto di vista tecnico. I personaggi sono forti, spigolosi, duri, e i loro volti sono tesi, espressivi, sembrano quasi reali, pur dichiarando a piena voce di non esserlo. Le inquadrature sono veloci, il ritmo e' a volte serrato, soprattutto grazie alla musica rap, e seguire immagini e sottotitoli non è affato facile.

Il film catapulta lo spettatore in un disagiato distretto di Budapest. La vita non è facile, la corruzione è il metodo per sopravvivere, ci sono forti tensioni tra un gruppo di gitani e di bianchi, la prostituzione e la droga sono la fonte di sostentamento di molti, l'amore esiste solo nei film, risse e bullismo nelle scuole sono all'ordine del giorno. E tutto questo è visto direttamente dagli occhi degli abitanti del quartiere. Il film altro non è che una profonda immersione in questo mondo, un mondo che nel suo squallore ha colori molto vividi, colori che arrivano inalterati anche a chi non fa parte di quel mondo.

La trama è un pretesto per raccontare tutto questo, per conoscere questi personaggi, per vedere il mondo come lo vedono loro, per pensare quello che pensano loro, anche sull'europa, anche sulla politica estera. E su come le cose facciano in fretta a cambiare, e come rimangano sempre le stesse.

Fabio
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venerdì, 20 gennaio 2006
E il terzo giorno i nostri eroi si recarono al Festival, e videro che la mattina c'e' veramente poca gente. In realtà i nostri eroi dovettero anche sorbirsi mezz'ora di ritardo nella proiezione causa proiettore nuovo.

Senza sarcasmo, voglio sottolineare che questo è il primo ritardo o disservizio che trovo al Future FIlm Festival, che tutto sommato anche quest'anno ci porta proiezioni molto interessanti e che ha un occhio di riguardo per gli accrediti culturali. Poter vedere tutti i film, in quanto studenti, con un accredito al prezzo simbolico di 10 €,  e' veramente un'occasione da non perdere. Passiamo alle visioni!

Time after Time

Questo film viene proiettato nell'ambito della retrospettiva sul viaggio nel tempo; ci racconta di un fantasioso intreccio, nel quale H.G. Wells conoscerebbe Jack lo squartatore e, una volta che lui fosse scappato nel futuro con la sua macchina del tempo, Wells dovrebbe inseguirlo per fermare la sua furia omicida. Ma non sarà facile per un uomo del diciannovesimo secolo cavarsela nella moderna San Francisco...

Un film carino, divertente, che crea una simpatica atmosfera londinese per poi catapultarla ai giorni nostri. Un uomo dai saldi principi morali, per alcune cose un vero e proprio precursore, si trova a dover fermare quello che pare essere il male incarnato. Un male che una volta tanto non è amorfo, ma ben interpretato da un credibile e interessante assassino. Decisamente, questo film mi ha colpito piu' di quanto mi aspettassi.

Nitaboh

nitaboh Giappone, epoca di restaurazione Meiji; il paese sta cambiando, e non c'e' scelta, o cambiare con lui o perire. Il giovane Nitaro perde la vista per colpa di una grave febbre che lo colpisce, e non può fare altro che dedicarsi alla musica; non essendo di nobili origini non potra'  pero' diventare un monaco, e dovra' diventare un artista itinerante. La storia e' in effetti un po' triste, costellata di tragedie ma anche di successi personali. Nitaro riuscira', impegnandosi con tutte le sue forze, a raggiungere obiettivi che sembravano lontanissimi.

Una bella trama, una animazione piacevole, una cura particolare, ovviamente, per l'aspetto musicale, di grande profilo. Carino, senza dubbio.
postato da: kuri alle ore 17:48 | Permalink | commenti
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venerdì, 20 gennaio 2006
Gisaku

gisaku
L'animazione del film è molto particolare ed efficace; uno stile decisamente europeo, che dimostra di non avere nulla da invidiare a quanto viene prodotto oltreoceano. La trama si rivela purtroppo un po' scontata, e alle volte si ha l'impressione che su certe scene si sia glissato più per motivi di tempo che per scelta ben congegnata; nel complesso Gisaku risulta comunque piacevole, un po' infantile ma interessante, quantomeno per la sua originalità come opera. Impossibile non notare i numerosissimi inserti pubblicitari pro Spagna, che ci mostrano in primo piano bellezze architettoniche, antiche e moderne, della Spagna, ostentata come l'ottava potenza mondiale; per non parlare di una delle migliori cucine, e il paese coi migliori vini (?).

La trama è quella di un'orda demoniaca, guidata da Gorkan, che ogni 400 anni  cerca di giungere sulla terra per portare morte e distruzione, attraverso una porta magica; un ordine di samurai è però in possesso di una chiave in grado di richiudere la porta...

Shin Angyo Onshi

Gli Amon-Osa sono degli emissari della mitica città di Jushin, e girano per il mondo alla ricerca di persone deboli che necessitino il loro aiuto. Dopo la caduta della città pare esserne rimasto solo uno, che, assieme a una compagna incontrata di recente, dovrà aiutare un ragazzo a capire cosa sta succedendo di strano sulla sua isola. Una storia che potrebbe essere abbastanza intrigante, viene però narrata in maniera molto piatta, prevedibile, e non si notano tracce di orignalità di alcun genere nell'opera, che non trasmette quindi niente di particolare allo spettatore.

Kaidan Botan-doro

Devo dire che questo film è stato piuttosto carino; Shinzaburo è un samurai che ama aiutare la gente, insegna a leggere e scrivere ai bambini poveri, essendo così una vergogna per la sua famiglia e un pilastro per la comunità in cui vive. Durante la festa degli antenati, O-Bon, Shinzaburo incontra una ragazza dalla triste storia, con la sua cameriera, e i due finiscono per innamorarsi. Poco più avanti si comprenderà che si tratta di due fantasmi, che stanno cercando la pace portando qualcuno nel mondo dell'aldilà. Molto suggestivo, buona prova di recitazione e regia, ci trasporta davvero nella vita dei personaggi; uno spaccato di vita, di società, di sentimenti, e di scelte difficili che anche l'uomo che cerca di comportarsi al meglio deve prendere. Da vedere.
postato da: kuri alle ore 09:31 | Permalink | commenti
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giovedì, 19 gennaio 2006
mcdull

Ebbene sì, lo ammetto, come al solito non sapevo bene cosa stavo andando a vedere. Ma era un'anteprima, ho già pagato l'accredito, perchè avrei dovuto rinunciare? :)

Si tratta di film che mescola disegni tradizionali, grafica tridimensionale e qualche immagine reale; il protagonista è questo tonto porcello che vive con la madre (che pare causargli turbe psichiche, ma magari e' una mia impressione...), protagonista già di altri film, cui in questo lungometraggio viene raccontata la storia del padre sotto forma di favola.

Il pubblico designato per questo film è sicuramente di età molto minore rispetto a quella che c'era oggi in sala, si tratta di una favola per bambini, e come tale è piacevole e ben costruita. E' ovviamente presente in maniera consistente la morale, consistente ma non pesante, e la storia non è poi così banale come sembra.

Strizzata d'occhio più che dichiarata al Piccolo Principe, che io ovviamente non ho letto.

Fabio
postato da: kuri alle ore 12:28 | Permalink | commenti
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martedì, 17 gennaio 2006
Ormai che ci sono potrei quasi far scattare un intero anno, ma perchè dovrei farlo?

E' da molto tempo che non scrivo nulla su questo blog, e visto che proprio con visioni del Future Film Festival 2005 lo avevo interrotto, ho pensato di riprenderlo nella stessa occasione.

Il FFF inizia domani, e l'agenda è già colma di impegni, film in anteprima, omaggi ai film di spettri giapponesi, retrospettiva viaggio nel tempo, e chi più ne ha più ne metta. A presto per le recensioni!
postato da: kuri alle ore 18:56 | Permalink | commenti
categoria:cinema, film, festival, fff