A qualche giorno di conclusione dal Future Film Festival pubblico un ultima recensione di uno dei film presenti alla rassegna, l'attesissimo "Mind Game"; attesissimo al festival, dove anche lunghe file al freddo sono state, ad un primo tentativo, inutili, per garantire l'ingresso in sala.Il film è un susseguirsi di sensazioni, sentimenti, stati d'animo, ma soprattutto una libera associazione delle infinite scelte e casualità che ci accompagnano nella vita. L'insicurezza di Nishi, la paura e l'incapacità, la mancanza di fiducia in se stessi, rendono i protagonisti impossibilitati e vivere la vita che vorrebbero, e a rimanere rinchiusi nelle barriere che loro stessi si costruiscono. E' solo attraverso una situazione surreale, il ritorno dalla morte, un lungo soggiorno nella pancia di una balena, che gli eroi, perchè è questo che diventano, imparano ad apprezzare se stessi e quello che hanno da offrire agli altri.
Non è però un passo sufficiente, la vita nella pancia della balena è piacevole e sicura, non li mette in situazioni imbarazzanti, però non è abbastanza. Il cambiamento continua, e quando la semplice, vita tranquilla, non basta più, i protagonisti si adoperano con tutte le loro forze per riuscire ad ottenere quello che hanno sempre avuto, la possibilità di vivere la loro vita.
E' una corsa disperata, una corsa in cui il desiderio di riuscire è tanto forte da far sì che non ci si fermi davanti a niente, in cui la ritrovata forza d'animo è spesa fino all'ultima goccia, in cui lo stesso spettatore si trova via via catapultato nella loro stessa situazione, in cui spera insieme a loro, in cui riesce ad arrivare oltre il limite insieme a loro. Belle e innovative anche le trovate tecniche e grafiche, azzeccate le musiche.
Fabio



Giappone, epoca di restaurazione Meiji; il paese sta cambiando, e non c'e' scelta, o cambiare con lui o perire. Il giovane Nitaro perde la vista per colpa di una grave febbre che lo colpisce, e non può fare altro che dedicarsi alla musica; non essendo di nobili origini non potra' pero' diventare un monaco, e dovra' diventare un artista itinerante. La storia e' in effetti un po' triste, costellata di tragedie ma anche di successi personali. Nitaro riuscira', impegnandosi con tutte le sue forze, a raggiungere obiettivi che sembravano lontanissimi.
