La prima volta non avevo capito nulla.
Una continua ricerca, la ricerca della fede, la consapevolezza, la forza che ne deriva, la ricerca che coincide con la ricerca dello scopo, lo scopo che è tutto, lo scopo che è potere.
Così chi ha uno scopo non è libero, chi non ha uno scopo ne vuole uno a tutti i costi, chi vuole avere uno scopo è pronto a mettere ogni cosa a rischio, chi ha paura di cercare non è neanche degno di entrare in competizione.
Lo scopo uccide la libertà, non c'è potere se non esiste la scelta, ma la scelta non deve essere illusione, non deve essere condiscendenza; la scelta è consapevolezza, consapevolezza dello scopo, consapevolezza della ricerca, consapevolezza della fede. E quindi scelta.
Quindi quella scelta che è il vero esercizio della libertà, del potere, nel mondo in cui ogni cosa è determinata, è prevedibile, in cui ogni evento è riconducibile alla sua causa, in cui ognuno è destinato a uno scopo, un ruolo, conoscere il proprio ruolo e rifiutarlo diviene una scelta, la scelta. E la scelta genera l'anomalia, l'anomalia è l'incognita, l'anomalia è la condizione umana nel suo profondo.
La scelta non c'è mai eppure c'è sempre, capire quando scegliere è la chiave per dominare il proprio destino.
Scusate il delirio :)
Fabio
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