
Questo film ungherese mi ha colpito; anzitutto dal punto di vista tecnico. I personaggi sono forti, spigolosi, duri, e i loro volti sono tesi, espressivi, sembrano quasi reali, pur dichiarando a piena voce di non esserlo. Le inquadrature sono veloci, il ritmo e' a volte serrato, soprattutto grazie alla musica rap, e seguire immagini e sottotitoli non è affato facile.
Il film catapulta lo spettatore in un disagiato distretto di Budapest. La vita non è facile, la corruzione è il metodo per sopravvivere, ci sono forti tensioni tra un gruppo di gitani e di bianchi, la prostituzione e la droga sono la fonte di sostentamento di molti, l'amore esiste solo nei film, risse e bullismo nelle scuole sono all'ordine del giorno. E tutto questo è visto direttamente dagli occhi degli abitanti del quartiere. Il film altro non è che una profonda immersione in questo mondo, un mondo che nel suo squallore ha colori molto vividi, colori che arrivano inalterati anche a chi non fa parte di quel mondo.
La trama è un pretesto per raccontare tutto questo, per conoscere questi personaggi, per vedere il mondo come lo vedono loro, per pensare quello che pensano loro, anche sull'europa, anche sulla politica estera. E su come le cose facciano in fretta a cambiare, e come rimangano sempre le stesse.
Fabio

